Presentata al Parlamento una Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza relativa al 2016. Con essa, il Governo riferisce, come ogni anno, sui risultati ottenuti nell’ambito della sicurezza nazionale, attuata coerentemente con la pianificazione strategica degli obiettivi informativi indicati dall’Autorità di Governo. La Relazione annuale 2016, presentata lo scorso 27 febbraio dal direttore generale del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS), il prefetto Alessandro Pansa, offre sul tema della cybersecurity uno spaccato tanto interessante quanto  preoccupante.

L’allegato Documento di Sicurezza Nazionale della Relazione riporta, infatti, il dato di continuità che lega il 2016 agli anni precedenti, ovvero una quantità di eventi critici così rilevanti da lasciar presagire conseguenze di ampia portata.

Più precisamente, il monitoraggio dei fenomeni di minaccia collegati con il cyberspace ha evidenziato un costante trend di crescita in termini di sofisticazione, pervasività e persistenza a fronte di un livello non sempre adeguato di consapevolezza sui rischi e di potenziamento dei presidi di sicurezza. Una tendenza, questa, cui si unisce la vulnerabilità di piattaforme web istituzionali e private, erogatrici in qualche caso di servizi essenziali e/o strategici, che incidono sulla sicurezza nazionale, e la presenza di un sostanziale sbilanciamento del rischio, derivante dalle difficoltà di detection, response ed attribution di un evento.

Non mancano nell’allegato Documento di Sicurezza Nazionale riferimenti anche all’adozione, a livello europeo, della Direttiva in materia di sicurezza di Network and Information System (NIS); alla sinergia interistituzionale, coordinata attraverso il Tavolo Tecnico Cyber-TTC, e al rafforzamento del Partnerariato Pubblico Privato nell’ambito del Tavolo Tecnico Imprese-TTI.

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